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Parlare con la MaisonContatto
La sede a Resana: un edificio con le persiane scure affacciato su una strada alberata.

La Maison

Dal 1960

Un laboratorio di lampadari a Murano, il soprannome di una ragazza diventato un marchio, e una sede nel Veneto dove ogni opera viene ancora montata e accesa prima di partire.

L’origine

Beby è il soprannome d’infanzia di Gabriella Bertotti

La Maison nasce nel 1960 come laboratorio di lampadari a Murano. Il nome non è un’invenzione di marketing: è il soprannome con cui Gabriella Bertotti veniva chiamata da bambina, e che il marchio si porta dietro da allora. La lavorazione del vetro soffiato e del cristallo molato passa poi alla seconda generazione, con Sergio Soffiato e Massimo Soffiato. La direzione artistica è di Silvia Broggian.

Fotografia d'archivio in bianco e nero: la famiglia fondatrice seduta sotto una fila di lampadari in cristallo.

la famiglia fondatrice, sotto una fila di lampadari in cristallo.

Il metodo

Un passo, una fotografia

Il metodo non è una promessa: è la sequenza che ogni opera attraversa, sempre nello stesso ordine, e che si può fotografare a ogni passaggio.

Il rilievo

Si misura il vano prima di disegnare

Sezione, altezza, punto di ancoraggio, luce naturale che entra. Molte opere nascono in cantiere, con l’edificio ancora aperto.

Sopralluogo in un edificio in costruzione: l'art director con il tablet davanti alla scala.

Il disegno e la materia

Disegno esecutivo, campioni alla mano

Il disegno quotato e i campioni di vetro stanno sullo stesso tavolo: il colore si sceglie sul pezzo vero, non su una cartella stampata.

Tavolo di progetto: disegni esecutivi, campioni di vetro di Murano viola e verde, tessuti, e le mani che li confrontano.

Il montaggio

I fili di cristallo, uno per uno

La struttura in metallo viene vestita a mano. Il passo dei pendenti decide come cade la luce: si controlla sul pezzo appeso, non sul disegno.

In officina, una persona sistema i fili di cristallo di una grande tenda circolare sospesa sopra il banco.

L’accensione

Acceso, e confrontato col disegno

Si accende in sede e si confronta con il disegno esecutivo. Temperatura della luce, resa del vetro colorato, tenuta dei fili: tutto viene visto prima che il pezzo esca.

Due persone verificano un lampadario acceso confrontandolo con il disegno esecutivo, una terza lo fotografa con il tablet.

La posa

Rimontato in sala

In teatro il lampadario arriva smontato e viene ricomposto a terra, bracci e pendenti, prima di essere issato al suo posto.

Sul palcoscenico di un teatro, due persone montano i bracci dorati di un grande lampadario appoggiato a terra.
Lampadario monumentale in cristallo sospeso sotto la cupola dorata di una sala storica.

L’esito

Sessantasei anni dopo, la stessa sequenza

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Continuare il percorso

Dove andare adesso

Tavolo di progetto: disegni esecutivi, campioni di vetro di Murano viola e verde, tessuti, e le mani che li confrontano.

Su misura

Che cosa si decide insieme: la misura, il vetro, il metallo, la luce.

Come si commissiona
La sala del Teatro alla Scala di Milano con gli ordini di palchi illuminati.

I luoghi

Teatri, hotel e residenze private, con i numeri di ogni opera.

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